ORTOGERIATRIA, DA CATANZARO NUOVE PROSPETTIVE PER LA SANITA’ DEL FUTURO

Mag 20, 2026 | Sociale

Specialisti a confronto nel convegno organizzato dai Geriatri Roberto Lacava e Alberto Castagna.

La sfida della medicina del futuro: specialisti a confronto a Catanzaro per un approccio interdisciplinare dedicato alla prevenzione, alla cura e al recupero funzionale del grande anziano

CATANZARO – È partito da Catanzaro uno dei più significativi momenti di approfondimento scientifico dedicati alla medicina dell’invecchiamento. Nella Sala della Provincia di Catanzaro si è svolto negli scorsi giorni il Convegno Regionale gestito dalla Società Scientifica Internazionale della FFN-Italia (Fragility Fracture Network) “Ortogeriatria: un team interdisciplinare per la prevenzione, la cura ed il recupero funzionale del grande anziano”, con Responsabili Scientifici Roberto Lacava ed Alberto Castagna, geriatri impegnati nello sviluppo di modelli assistenziali innovativi rivolti alla popolazione anziana.

Durante l’evento, patrocinato anche dall’Associazione Geriatri Extraospedalieri, è stato eseguito il rinnovo del suo direttivo regionale, che ha visto l’elezione del Prof. Alberto Castagna (Presidente), del Dott. Filippo Corsaro (Vice Presidente), del Dott. Mario De Marco (Segretario), della Dott.ssa Francesca Mazzei (Tesoriere) e del Dott. Roberto Lacava (Responsabile Scientifico).

L’iniziativa ha registrato una qualificata partecipazione di medici, geriatri, ortopedici, fisiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri e professionisti dell’assistenza sanitaria provenienti da diverse realtà ospedaliere e territoriali, tra cui l’ASP Catanzaro, l’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro, il Presidio Ospedaliero “Pugliese-Ciaccio”, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, la Fondazione ANASTE Humanitas, il Gruppo PAIM, Villa Serena e la Karol Betania Strutture Sanitarie Srl.

Dott. Alberto Castagna

L’ortogeriatria, modello integrato per la fragilità

Al centro del confronto vi è stata l’ortogeriatria, disciplina che integra competenze ortopediche, geriatriche, riabilitative e assistenziali per garantire una presa in carico globale del paziente anziano fragile.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta infatti una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. L’aumento dell’aspettativa di vita ha determinato una crescita significativa di patologie come osteoporosi, sarcopenia, fragilità e fratture da caduta, eventi che possono compromettere in modo definitivo l’autonomia del paziente.

La gestione multidisciplinare del paziente

Il programma scientifico si è aperto con la lectio magistralis del prof. Fabio Monzani, dedicata a “Gestione multidisciplinare e discharge planning per un ottimale recupero funzionale”, tema centrale dell’ortogeriatria moderna e fondamentale per garantire continuità assistenziale tra ospedale, territorio e riabilitazione.

La sessione dedicata alla prevenzione ha visto l’intervento del moderatore Vitaliano Costa, con la relazione del prof. Alberto Castagna sul rischio sarcopenico, prevenzione farmacologica e attività motoria. I temi sono stati poi approfonditi nel primo tavolo di discussione coordinato dal dott. Lenino Peluso, con la partecipazione dei dott. Francesca Fratto, Cesare Ranieri, Domenico Ferrari, Filippo Corsaro, Gian Pietro Emerenziani, Raffaella Russo, Saverio Sinopoli e Agostino Trusso.

Dott. Roberto Lacava

Cura e recupero funzionale

La seconda sessione, dedicata a “La Cura e il Recupero”, è stata moderata dai dott. Valentino Condoleo e Carmela Armeli Gricio, con la relazione del prof. Alessandro De Sire sulla frattura di femore e la riabilitazione nel grande anziano.

Il secondo tavolo di discussione, coordinato dalla dott.ssa Lucia Muraca, ha visto gli interventi dei dott. Livio Perticone, Filomena Rocca, Elvira Bonacci, Pietro Maglio, Domenico Mauro, Simona Natalini, Maria Sgrò e Salvatore Venuto, approfondendo i modelli organizzativi per la presa in carico multidisciplinare del paziente fragile.

Un modello in espansione in Italia

Negli ultimi anni l’ortogeriatria si è progressivamente diffusa in numerosi ospedali italiani attraverso unità operative e percorsi integrati. Sebbene non esista ancora un censimento ufficiale nazionale, il modello è considerato una delle esperienze più avanzate della medicina moderna.

Un dato significativo è che l’Unità Operativa di Ortogeriatria più a Sud attualmente attiva nel Paese si trova a Roma, a conferma di una disciplina in fase di consolidamento e progressiva espansione.

Le palestre di prossimità

Nel corso dei lavori è stato sottolineato anche il ruolo della prevenzione territoriale, con particolare riferimento alle cosiddette “palestre di prossimità”, spazi dedicati all’attività fisica adattata che consentono agli anziani di svolgere esercizio in sicurezza con supervisione professionale. Questi strumenti risultano fondamentali per ridurre il rischio di cadute, contrastare la sarcopenia e preservare l’autonomia.

Il ricordo del professor Mattace

Particolarmente intenso il momento conclusivo dedicato al ricordo del prof. Rosario Mattace, figura di riferimento della geriatria italiana e non solo (essendo stato anche membro dell’Accademia delle Scienze di New York e dell’International College of Angiology), primo docente della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

I Il prof. Mattace, di cui quest’anno ricorre il venticinquesimo anniversario della prematura scomparsa, è stato ricordato dai suoi illustri Allievi. Nell’occasione, essi hanno sottolineato come già trent’anni fa il professore parlasse di “sistemi integrati per la cura del paziente anziano”, anticipando di fatto una visione moderna della medicina geriatrica. La sua figura continua a rappresentare un punto di riferimento per il significativo contributo scientifico e umano offerto alla formazione di generazioni di medici.

Conclusioni

L’incontro si è chiuso con le conclusioni del dott. Roberto Lacava, con gli interventi dei dott. Alba Malara, Pietro Gareri, Giuseppe Giuliano, Maurizio Berardelli, Raffaele De Chiara e Andrea Ferragina, ribadendo la necessità di rafforzare le reti integrate tra ospedale e territorio.

Il convegno di Catanzaro si conferma così un punto di riferimento nel dibattito nazionale sull’ortogeriatria, evidenziando come la medicina del futuro debba sempre più fondarsi su multidisciplinarietà, continuità assistenziale e centralità della persona.

[di Giuditta Mattace]