Un percorso artistico tra ricerca visiva, cataloghi d’autore e riconoscimenti critici; la fotografia come memoria e materia del tempo: tra Sicilia e Mediterraneo
Palermo – Lo scorso 2 giugno, in occasione dell’Ottantesima ricorrenza della proclamazione della Repubblica Italiana, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, con D.P.R. del 27 dicembre 2025, il Prof. Giovanni Maria Falcone è stato insignito della distinzione onorifica di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.
Giovanni Battista Maria Falcone è una figura significativa della fotografia siciliana contemporanea, attivo come autore, docente e ricercatore visivo. Architetto di formazione, ha sviluppato un linguaggio fotografico personale incentrato sulla memoria dei luoghi, sulla stratificazione del tempo e su una visione sospesa e contemplativa del paesaggio mediterraneo.
La sua produzione artistica si è consolidata attraverso numerosi progetti editoriali e cataloghi monografici, tra cui “Sole di Sicilia”, “Sicilia le rughe del tempo” e “Dalla Sicilia a Malta”, opere che rappresentano tappe fondamentali del suo percorso. In questi lavori la fotografia non si limita alla documentazione, ma diventa costruzione poetica della realtà, dove il paesaggio si trasforma in spazio mentale e simbolico.

Il prof. G. M. Falcone riceve l’onorificenza
Le sue immagini si distinguono per una forte essenzialità compositiva: scenari deserti o quasi sospesi, architetture isolate, luce radente che modella superfici e volumi. Spesso la presenza umana è assente o ridotta a tracce minime, lasciando emergere un senso di tempo dilatato e silenzioso. La fotografia di Falcone tende a sottrarre il superfluo per far emergere una dimensione di attesa, in cui ogni elemento sembra carico di memoria.
Un aspetto centrale del suo linguaggio visivo è l’attenzione alla relazione tra luce e materia: la luce naturale non è solo elemento descrittivo, ma diventa strumento costruttivo dell’immagine, capace di definire geometrie, profondità e atmosfere, trasformando i luoghi rappresentati in spazi essenziali e quasi astratti.
Falcone ha partecipato a mostre e progetti espositivi in Italia e all’estero, inserendosi in circuiti dedicati alla fotografia d’autore e alla ricerca contemporanea. Le sue opere sono state presentate in contesti istituzionali e culturali legati alla valorizzazione della fotografia italiana, contribuendo a consolidarne la presenza nel panorama artistico mediterraneo ed europeo.
La critica ha evidenziato la profondità del suo approccio. Arturo Carlo Quintavalle ha scritto: “le immagini di Falcone si sottraggono alla narrazione immediata per diventare luoghi della memoria e della stratificazione del tempo”. In altri interventi critici si sottolinea come il suo lavoro sia “una trasfigurazione del paesaggio in chiave mentale, sospesa tra realtà e visione”, con richiami alla tradizione della fotografia italiana d’autore e alla pittura metafisica.

Da sinistra: Prof. Giovanni Battista Maria Falcone, S.E. Dott. Massimo Mariani (Prefetto di Palermo),
Prof. Roberto La Galla (Sindaco di Palermo)
Accanto all’attività artistica, ha svolto un ruolo importante nella formazione, insegnando fotografia e contribuendo alla diffusione di una cultura visiva orientata alla progettualità e alla ricerca linguistica. Questo aspetto ha rafforzato la sua posizione non solo come autore, ma anche come punto di riferimento didattico.
Nel complesso, il lavoro di Giovanni Battista Maria Falcone si distingue per coerenza e continuità: una ricerca lontana dalle logiche commerciali, centrata su una visione poetica e analitica del paesaggio. La sua fotografia restituisce luoghi “svuotati dal tempo”, dove la luce sembra fermare il movimento della realtà, trasformando lo spazio in una dimensione quasi interiore. Attraverso i suoi cataloghi e le sue esposizioni, ha costruito un percorso che interpreta la Sicilia e il Mediterraneo come territori della memoria, dove la fotografia diventa strumento di riflessione sul tempo e sull’identità dei luoghi.
[di Giuditta Mattace]











