.CARMINE VERTICCHIO. RICORDO DI UN UOMO STRAORDINARIO

Ott 26, 2026 | News

Volontario, Coordinatore della protezione civile, anima del Circolo Ippico Il Ranch e un monumento di Monte Sacro, ha tracciato nel territorio un segno indelebile.

di Fabrizio Ciofani

Sui moli silenziosi del suo Aniene, un refolo di vento soffia malinconico tra i canneti. Carmine Verticchio, aquilano del ’51 ma romano d’adozione da decenni, se n’è andato otto mesi fa, lasciando un vuoto che Monte Sacro fatica ancora a colmare. Ma il lascito del “Nostromo”, quello sì, continua a scorrere allato al flusso del fiume che tanto amava.La carica di Presidente del Circolo Ippico Il Ranch rappresenta solamente una parte di un uomo poliedrico e instancabile. Carmine era soprattutto un volontario, coordinatore della Protezione Civile a Cavallo, figura sempre presente e disponibile per il quartiere, della cui storia era un custode prezioso, un autentico monumento. La sua partecipazione sociale non conosceva pause, né confini.Responsabile del demanio in riva all’Aniene, un ruolo che aveva assunto con l’abnegazione di chi conosce ogni sasso, ogni ansa, ogni corrente di quel corso d’acqua, dopo la piena del 1989 si era rimboccato le maniche, bonificandone le sponde scrupoloso come uno che sa che il fiume è un bene comune da restituire alla città. Era un profondo cultore e fautore delle realtà che lungo il suo fluente tragitto si intrecciano, dal Sentiero Parenzio sulla golena sinistra, al Lunganiene Tirreno su quella opposta, che ha contribuito a risanare e nobilitare; inoltre, promuoveva attività istruttive quali la discesa fluviale in gommone e la Passeggiata delle Lucciole al parco di via Monte Nevoso. E al varco di Ponte Nomentano, con l’Associazione Culturale Il Carro de’ Comici, vestiva splendidamente i panni di Papa Leone III nella rievocazione storica dell’Incoronazione di Carlo Magno, che, quest’anno, giunta alla trentesima edizione, lo scorso 18 ottobre è andata in scena per la prima volta senza di lui. Il suo impegno civico si è espresso anche nelle sedute del Municipio, dibattendo con competenza e passione per il Contratto di Fiume e per il progetto della Stazione Val d’Ala, nonché nelle iniziative con i volontari di Retake, sempre in prima linea per riscattare la dignità degli spazi pubblici. Quanto pesa, in tal senso, ad oggi, la mancanza di una figura così. Un trascinatore. Ma la passione più autentica era quella per i cavalli, compagni di una vita, nelle battute di Protezione Civile, nelle perlustrazioni al Parco delle Valli, nelle giornate al Circolo Il Ranch dove tanti giovani si sono avvicinati all’equitazione grazie alla sua guida paziente. Il Nostromo dell’Aniene ha saputo coniugare la dedizione per il fiume con lo spirito d’avventura, la tenacia del volontario alla generosità dell’amico, interpretando la coscienza critica collettiva di un quartiere. Narratore e cantastorie da ascoltare per ore, Carmine, da quello sguardo azzurro rivolto al futuro, ha guadagnato nei cuori di tutti l’eternità.