Sullo storico palcoscenico padovano la straordinaria energia della Pockemon Crew francese racconta l’evoluzione della breakdance fino ai Giochi Olimpici, nell’ambito del Festival Prospettiva Danza Teatro
Al Teatro Verdi di Padova, nel cartellone del Teatro Stabile del Veneto diretto da Filippo Dini, è andato in scena “De la rue aux Jeux Olympiques”, spettacolo della celebre Pockemon Crew, tra le compagnie più influenti della scena hip hop internazionale.
Un appuntamento che ha acceso il palcoscenico padovano trasformandolo in un’arena urbana, dove danza, energia fisica e racconto sociale si sono intrecciati in un’unica potente narrazione. L’evento, ospitato lo scorso aprile, si inserisce nella stagione sostenuta anche dal circuito Arteven, che da anni sostiene e diffonde lo spettacolo dal vivo in tutto il territorio veneto, creando connessioni tra produzione internazionale e pubblico locale.
La creazione porta la firma di Riyad Fghani, mente artistica della compagnia, che guida un percorso coreografico capace di attraversare decenni di cultura urbana. Lo spettacolo ripercorre infatti l’ascesa della breakdance: nata nei quartieri popolari come linguaggio di strada, diventata simbolo identitario delle periferie e infine approdata al riconoscimento mondiale con l’ingresso nei Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Sul palco, il racconto non è mai didascalico: è il corpo a parlare. I danzatori trasformano la scena in un flusso continuo di energia, dove acrobazie, ritmo e precisione costruiscono una tensione costante tra tecnica e istinto. L’impatto visivo è diretto, immediato, pensato per restituire tutta la forza originaria della cultura hip hop e la sua evoluzione verso forme sempre più codificate e riconosciute.
La presenza della compagnia francese nella stagione del Teatro Stabile del Veneto conferma una direzione artistica sempre più aperta ai linguaggi internazionali e alle culture urbane contemporanee. Una scelta che punta a intercettare nuovi pubblici e a portare sul palcoscenico forme espressive nate fuori dai circuiti tradizionali, ma oggi pienamente centrali nel panorama performativo globale.

In questo contesto, il ruolo di Arteven è decisivo: la rete regionale sostiene la circuitazione dello spettacolo, rafforzando il dialogo tra produzione internazionale e sistema teatrale veneto, e contribuendo a rendere il territorio un vero crocevia di esperienze artistiche.
Lo spettacolo si sviluppa come un crescendo fisico e visivo, alternando momenti di esplosione atletica a passaggi più corali, in cui emerge la dimensione collettiva del gruppo. L’impianto scenico essenziale lascia spazio alla forza dei corpi e alla relazione tra musica e movimento, in un continuo gioco di equilibrio tra individualità e squadra.
Attraverso la breakdance si afferma anche un messaggio più ampio: lo spirito olimpico come incontro tra culture, disciplina condivisa, rispetto e superamento dei limiti. Non solo competizione, dunque, ma racconto umano e sociale, in cui la danza diventa linguaggio universale.
Lo spettacolo è inserito nella XXVIII edizione del Festival Prospettiva Danza Teatro, diretto da Laura Pulin ed Eleonora de Logu, tra le rassegne più rilevanti in Italia dedicate alla danza contemporanea. Un festival che ogni anno trasforma Padova in un laboratorio diffuso di ricerca coreografica e sperimentazione, portando in città artisti e compagnie internazionali e consolidando il ruolo del Teatro Verdi come fulcro della scena performativa contemporanea.
[di Giuditta Mattace]











