Da Monet a Kandinskij: 52 capolavori da Detroit raccontano l’evoluzione della pittura europea tra Ottocento e Novecento.
Roma si accende di luce impressionista con la mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, ospitata al Museo dell’Ara Pacis fino 3 maggio 2026. Un evento di grande richiamo che porta nella Capitale 52 opere straordinarie provenienti da un’unica, prestigiosa collezione americana, offrendo un’occasione rara per ammirare capolavori difficilmente visibili in Europa.
Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre, l’esposizione offre un percorso articolato in quattro sezioni che ripercorrono l’evoluzione della pittura europea tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Il percorso riunisce una straordinaria costellazione di artisti: dai protagonisti dell’Impressionismo come Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Camille Pissarro, Alfred Sisley e Berthe Morisot, insieme al loro grande precursore Édouard Manet; passando per il Neoimpressionismo di Georges Seurat e per gli sviluppi del Postimpressionismo con Paul Cézanne, Vincent van Gogh e Paul Gauguin; fino ad arrivare alle Avanguardie del Novecento con Henri Matisse, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Wassily Kandinskij e Max Beckmann.
Tra i dipinti più significativi emergono Donna in poltrona di Renoir e Bagnanti di Cézanne, esempi emblematici di una nuova sensibilità fondata su luce, colore e percezione.

La mostra si distingue per la rarità dei prestiti: tutte le opere provengono dal Detroit Institute of Arts, rendendo questa esposizione un evento eccezionale per il pubblico italiano. Il percorso documenta la transizione dalla rappresentazione realista alla rivoluzione impressionista, con opere che raccontano la vita moderna e la ricerca di una resa immediata della luce. L’evoluzione stilistica prosegue con il Postimpressionismo e le Avanguardie, mettendo in dialogo le sperimentazioni di Cézanne e Van Gogh con le successive innovazioni del Cubismo e dell’Espressionismo europeo. Particolarmente significativa è la sezione dedicata al primo Novecento, dove le opere della Scuola di Parigi e dell’avanguardia tedesca – dal gruppo Die Brücke al Blaue Reiter – restituiscono un linguaggio espressivo e drammatico, rompendo definitivamente con la tradizione accademica e aprendo la strada alla modernità pittorica.
Grande attenzione è riservata all’accessibilità: lungo il percorso sono presenti supporti dedicati e video in LIS sottotitolati, realizzati grazie alla collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutta la durata della mostra sono inoltre disponibili visite tattili e percorsi gratuiti con interprete LIS, promossi in sinergia con Roma Capitale (Dipartimento Politiche Sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona), la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura.
Per visitarla, il Museo dell’Ara Pacis è aperto tutti i giorni (tranne il 1 maggio) dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Il biglietto “solo mostra” costa 15 euro, ridotto 13 e. (con un euro di prevendita).
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Un appuntamento imperdibile che trasforma Roma in crocevia internazionale dell’arte, offrendo ai visitatori un viaggio emozionante tra i capolavori che hanno cambiato per sempre la storia della pittura.
[di Giuditta Mattace]











